Un’opera dedicata all’intelligenza artificiale che affronta la questione più urgente del nostro tempo: nell’abbondanza di linguaggio generato dalle macchine, come distinguere le parole che producono azione da quelle che si dissolvono nell’aria?
La prima parte esplora le fondamenta tecnologiche e cognitive dei sistemi generativi, chiarendo cosa possono davvero fare e dove iniziano le illusioni.
La seconda indaga l’impatto civile, culturale e professionale dell’IA, interrogandosi su quando restare ancorati alla concretezza e quando, invece, osare nuove forme di creatività aumentata.
La terza parte assume una prospettiva filosofica e pratica: stiamo costruendo strumenti che ampliano la nostra capacità di vedere e agire, o dispositivi che moltiplicano equivoci e dipendenze? Senza offrire soluzioni definitive, l’opera fornisce criteri, esempi e strumenti critici per abitare la complessità, custodendo senso della realtà e libertà inventiva.
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