Destinazione Ravensbrück

Destinazione Ravensbrückdestinazione ravensbrück
l’orrore e la bellezza nel lager delle donne

 

di Donatella Alfonso, Laura Amoretti, Raffaella Ranise
ISBN 978-88-99332-41-9
Pagg. 144
Euro 16,00 – spedizione gratuita

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Alcune erano bambine, partite sole o con l’intera famiglia, altre ragazze di vent’anni, madri di famiglia oppure già anziane.
Sui treni che le portavano al campo di concentramento di Ravensbrück il lager delle donne, a nord di Berlino, finirono detenute politiche, prostitute, o appartenenti a famiglie ebraiche. Reiette da isolare, da eliminare, per il regime nazista.
Mille tra le italiane deportate, di ogni età, non tornarono mai: tra loro anche alcune passate per un piccolo e quasi dimenticato centro di detenzione nell’estremo ponente ligure, a Vallecrosia, simbolo del desiderio di rimozione.

La storia di queste donne, ragazze e bambine, i ricordi, la capacità che ebbero molte di loro, nonostante la tragedia che stavano vivendo, di ritrovare un affetto, un gesto, un sorriso, si affiancano ai momenti più cupi vissuti nel lager e, per le sopravvissute, riportati nella vita vissuta a partire dal loro ritorno.

A 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, un libro che ripercorre testimonianze, fatti e luoghi attraverso la tessitura della memoria di queste donne, la disumanità che hanno dovuto affrontare e il male che ha attraversato l’Europa, monito per allontanare ogni vento di inaccettabili revanscismi.

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One commento a “Destinazione Ravensbrück

  1. Gio says:

    Credo che si tratti di un libro importante, perché rivela una pagina di storia poco letta e conosciuta, e lo fa con la drammatica delicatezza con cui tre donne raccontano di donne. DESTINAZIONE RAVENSBRÜCK colpisce ancora più a fondo per la sua assenza di retorica, per la sua parentela con la cronaca, perfino per la sua capacità di descrivere, accanto a personaggi capaci di orrori senza remissione né indulgenza, un po’ di umanità in donne arruolate tra le file dei carnefici. È un libro che sconcerta e commuove. È un altro po’ di luce che rende merito alle vittime del più grande crimine del 900.

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